#02 – Parquet

Da qualche giorno ho iniziato la posa del nuovo pavimento in sala ripresa. Con le mie disponibilità economiche non posso permettermi un parquet di pregio, nè posso pagare qualcuno che lo posi al posto mio. Certo, ci vorrebbe un pavimento in legno, magari anche un po’ spesso, sia per dare calore alla vista sia per darlo al suono che si registra, e attenuare un po’ i suoni che arrivano da sotto. Ma quello che posso permettermi è un semplice laminato in offerta al Brico Center, e dovendo coprire quasi 30 mq di pavimento è comunque una bella spesa.

La sala ripresa suona bene. Il trattamento acustico è figlio di quello che prima era stato realizzato per la sala regia, fino a quando ho invertito le sale. Non ho mai fatto dei rilevamenti acustici delle frequenze, ma standoci dentro e registrandoci non ho mai avuto la sensazione di qualcosa di sgradevole. Così come tutti gli strumenti registrati ad oggi, in particolare voci e chitarre, non mi hanno mai dato problemi. Giusto con la batteria devo ancora trovare in quale punto della sala conviene registrarla. Ma non ho avuto possibilità di registrare tanti batteristi da quando è attiva quella sala, e quindi sto ancora valutando. Credo comunque che la posizione migliore di una batteria sia dove ora si trova il pianoforte a muro. Anche perchè mi darebbe la possibilità di stare largo con i microfoni overhead. 

Metto quindi un laminato finto legno per dare calore alla vista. E per dare alla sala riprese un aspetto più da studio di registrazione che da salotto ottimizzato per registrare. Ci tengo che chi viene a Tappeti Sonori abbia sia l’esperienza di un ambiente confortevole, che quello di un ambiente professionale. Il legno in sala ripresa mi aiuta molto in questo. O spero che sarà così… l’impatto visivo ce l’avrò solo alla fine del lavoro… che devo terminare per forza entro lunedì mattina, perchè nel pomeriggio mi servirà la sala per lavorare.

Un giorno spero di avere disponibilità anche per l’illuminazione della sala. Ora sono costretto dal mio portafogli (sempre vuoto) e dal mio conto in banca (sempre in rosso) ad attrezzarmi come posso. Non sono uno spendaccione, tutt’altro. Quello che guadagno col mio lavoro finisce in tasse e bisogni di famiglia. Io raccolgo le briciole, e le investo nel miglioramento dello studio. 

Ci sono ancora così tanti aspetti che voglio migliorare… ma per ora faccio questo.

Andare in uno studio non vuol dire soltanto farsi mettere un microfono davanti e fare musica. Vuol dire anche stare in un ambiente che ha tanti piccoli investimenti volti a rendere confortevole la vita di chi ci lavora e di chi è ospite, e bisognerebbe averne più coscienza.

Alla prossima.