#04 – Spettacoli live

In quest’ultimo periodo sono stato molto preso da diverse cose. Oltre al normale lavoro in studio (“normale” nel senso di quello che si fa in uno studio di registrazione…), ho avuto diversi lavori “live” in esterna.

La ditta P&M (Carlo Pastori & Walter Muto), ha richiesto il mio operato per due repliche mattutine di Virus Vitale, lo spettacolo multimediale a cui ho dato il mio contributo nella sua realizzazione lo scorso anno. Pur conoscendo bene lo spettacolo, l’impegno in termini di mansioni audio, luci e video non è mai leggero da sostenere. Di bello c’è il sentirsi pienamente parte dello spettacolo, ed è come ha detto Carlo alla fine di una replica “Questo spettacolo lo facciamo in 3: io e Walter sul palco, e Ivano in regia”. Ogni mio operato è parte integrante alla realizzazione finale.

Andrea Carabelli mi ha precettato da tempo per una replica di “Ritorneranno” e una di “Aspettando Walter Chiari”. Qui il lavoro di tecnico audio, video e luci è ben diverso. Il mio impegno in “Ritorneranno” è molto più sulle tempistiche e sui movimenti delle luci, che su gli altri strumenti. Così come in “Walter Chiari” la gestione degli inserti audio e delle luci condiziona il recitato. “Ritorneranno” è uno spettacolo quasi emozionale… è un trascinare il pubblico nella fredda campagna di russia, e mostrargli l’eroismo degli alpini e della figura di don Carlo Gnocchi. “Aspettando Walter Chiari” cerca di girare intorno all’aspetto comico del personaggio, per arrivare all’uomo-artista e al suo dramma di vivere.

Infine, ieri sera, il mio amico Roberto Bob Alessi mi ha chiesto di seguire la fonica di un evento organizzato dalla sua Sartorie Musicali Milanesi. Sul palco vi erano diversi artisti, e quindi diversi cambi di palco, con tutte le problematiche che questo comporta. Solitamente preferisco evitare gli spettacolo solo musicali e con tanti artisti, non tanto per mie capacità, quanto perchè sono insofferente alle esigenze degli artisti: “Alza la voce in spia”, “Mettimi un po’ di riverbero”, “Non si potrebbe avere un po’ di basse in più sull’eq?”, ect… ect… Ad ogni richiesta, per quando giusta e ragionevole, sarei capace di mandare a quel paese chi la fa. Per questo amo la musica acustica… Anzi… sarei più per spettacoli acustici dove non c’è amplificazione, e il musicista deve solo preoccuparsi di suonare e fare il suo mestiere, e non c’è di mezzo un fonico che “rovina” il suono per le orecchie dei presenti. Ma ieri sera è stato diverso. Non che non abbia avuto poco fare, anzi! Ma mi sono imbattuto in artisti davvero cordiali ed umili, quasi timidi nel loro proporsi… Non spocchiosi del tipo “Io sono l’artista, tu soltanto il tecnico”, ma attenti alle persone, quindi anche a me. La musica che hanno proposto è stata così rispettosa del suono originale che è stato quasi naturale lavorare in un certo modo. Roberto, giustamente, aveva delle esigenze e aspettative alte, visto il suo impegno come organizzatore, e quindi è stato attento fin nel particolare, ma sempre con un’attenzione al fine dell’evento, cioè a proporre il bello. 

Ho conosciuto artisti in gamba come Ganoona & Bianca… il videoclip della loro “Vulcano” visto prima dell’esibizione non mi aveva convinto molto, ma la loro performance acustica dello stesso brano è stata invece molto veritiera delle loro capacità e davvero piacevole, così come i brani che hanno fatto dopo. Tanta voglia di raccontarsi, e una forma sincera che l’esibizione chitarra e piano ha messo in evidenza.

Daniele Maggioli mi ha particolarmente stupito, e l’ho invitato a venirmi a trovare in studio alla prima occasione. Nei suoi brani, vi ho trovato un qualcosa di Samuele Bersani,  ma prima ancora una scrittura e una ricerca sonora molto vicina ai miei gusti. C’è del sincero e del vero, in quel che racconta, e l’ho colto nella sua musica.

Diego Macino, accompagnato da Stefano Brandoni, mi ha regalato una capacità vocale e interpretativa fuori dall’usuale. Fin dal primo brano (“Vendo casa” di Lucio Battisti, asciugata da tutti gli orpelli dell’arrangiamento originale) e poi nei brani fatti dopo ho notato una voglia di arrivare al succo della questione, cioè il voler cantare le parole facendole proprie: ogni parola è stata eseguita al meglio pesando il suo significato fin nel midollo.

Se date uno sguardo alla pagina Youtube di Tappeti Sonori, trovate le esibizioni di cui parlo.

Ma ora arrivo alle conclusioni. Perché parlo di questi artisti, come se fossi un recensore? Che cosa hanno a che fare con il mio lavoro in studio? Ho visto tanta bellezza – sia quella che ormai posseggo (Carlo, Walter e Andrea), sia quella nuova proposta da Roberto – ed il mio desiderio è stato pervaso da una gratitudine di poter esserne stato partecipe. Tutti questi artisti, per quanto capaci di esibirsi, hanno bisogno di un mezzo con il quale proporsi. Ed hanno bisogno di un essere umano che li aiuti. In queste occasioni hanno avuto bisogno di me. Ed io non posso che esserne grato. Ecco! Mi rendo conto che un luogo di lavoro come Tappeti Sonori ha una sua estensione fuori dai muri che lo racchiudono, e che questi muri vengono oltrepassati sia da chi viene in studio per registrare la sua arte e poi darla in pasto al mondo, sia quando io stesso vengo coinvolto ed devo andare oltre. “Coccolare la bellezza e mostrarla” potrebbe essere lo slogan di Tappeti Sonori.

Che meraviglia scoprire e rendersi conto che pur con tutto il mio impegno non sono padrone dell’esito ma che già l’esserci aiuta tanto e che senza non sarebbe la stessa cosa.

Grazie a tutti. Di cuore.

Ivano

nb.

Intanto nel parco microfoni di Tappeti Sonori si sono aggiunti due gemelli… ma magari ne parlerò nel prossimo blog.